Aquardens, Pescantina Il progetto di Aquardens è firmato da Giancarlo Marzorati. La rivista di architettura Tracce lo ha contattato per conoscere e approfondire questo suo recente progetto di architettura.
Il progetto si pone come qualcosa di inedito: una diversa “diversa”, che si distingue tra le tante cui l’incedere tumultuoso dell’architettura-spettacolo ci ha abituati. A Pescantina il “genius loci” era nascosto: l’acqua tiepida che garantisce il clima ideale perché lì, non lontano dal lago di Garda, fioriscano i peschi (da cui il nome del luogo) scorreva sotto la terra pur irraggiando i suoi effetti in superficie, nella flora e nel clima felice dei campi verdeggianti.
Come un maieuta che porta alla luce quanto giace occulto, o come un nuovo Aladino che fa scaturire il Genio dalla lampada, il progettista, col centro termale Aquardens, fa sbocciare tute le potenzialità del sito e celebra un fruttuoso matrimonio tra natura e tecnologia.
In questo che è diventato il maggiore luogo del benessere in Italia, si ritrova qualcosa di più del gusto delle antiche terme intese quale ambiente che ritempra corpo e spirito. Perché il progetto porta l’acqua a parlare: qui è l’acqua che conforma il sito, invertendo l’usuale relazione tra contenitore e contenuto. Non il bacino dà forma al liquido bensì questo, rivelandosi nello zampillo della fonte, irraggia della propria presenza tutto quanto tocca col suo fluire.
L’acqua termale alimenta il laghetto scavato nel centro dell’insediamento, quindi col suo scorrere ridente e pacato anima l’ambiente dando vita al ruscello che s’insinua tutto attorno snodandosi in anse e percorsi di varia curvatura che collegano i tanti bacini, esterni e interni. Da questi sorgono le strutture la cui funzione è permettere al visitatore di godere l’universo delle acque termali.
L’architettura è l’occasione che avvicina l’acqua alla vista, al tatto, alla percezione epidermica.
La disposizione stessa dei prospetti esterni del complesso, sin dalla piazza-parcheggio antistante, prepara all’incontro con la fonte che gorgheggia al centro del giardino termale. Non c’è facciata, c’è una collina: l’edificio è coperto dal manto erboso che lo rende simile ai vicini colli e, grazie all’effetto di isolante naturale, contribuisce a mantenere un clima interno gradevole riducendo al minimo il consumo energetico. L’edificio è ad anfiteatro, volto in modo da orientare lo sguardo verso la distesa dei campi e delle colline dove si allineano filari e si alternano i prati.
Il visitatore vi entra camminando su una passerella, un ponte di legno che subito introduce il rapporto con la materia naturale e – qui sta la forza dell’invenzione architettonica – attraversa un velo d’acqua, leggera cascatella che carezza senza bagnare segnando un confine trasparente, quasi immateriale oltre il quale si accede all’universo acquatico. Le automobili, segno della civiltà meccanica, sono dimenticate e resteranno ormai nascoste. Oltre la soglia si entra nel regno dei flussi, delle trasparenze, di quel senso di purezza e autenticità che deriva dall’elemento che è fonte della vita.
Il vocabolario del luogo declina in ogni modo possibile l’atto dell’immergersi e del galleggiare: sia che ci si bagni, sia che si passeggi negli atri spaziosi che su due livelli si affacciano nel giardino termale. Le vetrate a tutta altezza infatti consentono di gustare il panorama di rocce e grotte e ponticelli ad arco costruiti già sulla prima delle piscine-lago che si dilata in varie direzioni, perdendo una forma definita per restare invece come emozione del contatto tra materia solida e materia liquida.
All’interno, l’ascensore che collega verticalmente i due terrazzi da cui si ammira il giardino termale, sorge come un fungo e sale, per poi tornare a scomparire nel pavimento: porta il visitatore a sentirsi galleggiare nello spazio perché si muove sul suo stelo telescopico, libero da cavi o guide. La tecnologia è nascosta: anche in questo dettaglio si rispetta un’atmosfera in cui lo spettacolo è quello dei liberi flussi.
Un vitreo canale di luce che s’apre a calice verso l’alto sembra un gigantesco, cristallino fiore di calla, e non lontano dalla sua base, l’acqua della piscina abbraccia un alloggiamento ribassato dal quale un barista serve bevande a chi si accosta nuotando al banco.

Sensazione di sommersione ed emersione si confondono in questo seguito di vasche dalle forme libere dove l’acqua tiepida si diffonde: fuori tra i prati, dentro tra stradine dove si cammina a piedi nudi, sulla tattile comodità del legno. Ma basta sedersi a uno delle due sale ristorante, la prima affacciata sul panorama idrico del complesso termale, la seconda accessibile dall’acqua così che dall’acqua si possa gustare la gastronomia, per abbracciare non solo il sapore del cibo raffinato, come anche il piacere di un mondo liquido e fluido. Come in una ritrovata Atlantide: civiltà non più persa, non più sommersa.

Dalla laguna interna, senza soluzione di continuità si passa al panorama aperto dove altri laghi, altre piscine si susseguono, tra camminamenti e ponti, fontane, ulivi,imponenti pareti di roccia vera e artefatta (dal grande effetto scenografico, non impervia, ma amica della pelle) da cui scaturiscono cascate fantasmagoriche, evocanti mondi lontani. Un Eden il cui temperato tepore sgorga dalla fonte per unirsi alla carezza del sole. La fonte zampilla entro una grotta nella roccia che campeggia nello spazio aperto di questa oasi termale in piena campagna.

Si può bere l’acqua. La si può toccare provando il vellutato piacere della carezza di una fonte dalla temperatura prossima a quella della pelle. Si può apprezzare la fish pèdicure. Si può godere di sauna, idromassaggio, bagno turco. Ci si può immergere e lasciarsi trasportare dal lento flusso nel sentiero idrico che ricollega i tanti luoghi del giardino acquatico. Si può nuotare o si può semplicemente stare immersi. Cromoterapia e idroterapia: le tante offerte del benessere acquatico. Settecento metri quadrati sono destinati al wellness, la cui varietà è totale e globale, dove i trattamenti per la cura del corpo sono i più raffinati; dallo splendore della pelle al tono muscolare. C’è la Laguna e Isola del Sole, dove si è accolti nell’abbraccio dell’acqua appena sgorgata. C’è la Grotta della Fonte. C’è la Laguna del Relax e c’è la Grotta delle Essenze… Tutto è oltre l’immaginabile, perché la realtà di questa immersione totale nell’aroma del giardino acquatico non ha precedenti. E all’estetica dell’acqua, completata da giochi idrici che esplorano il campo del divertimento e del movimento, si accosta anche l’idroterapia, con un’offerta che soddisfa le esigenze di giovani e di anziani, di sportivi e di contemplativi.
Dal bacino interno si può uscire restando immersi nell’acqua termale: la sua naturale temperatura rende gradevole passare all’aria aperta, in tutte le stagioni, anche in inverno. E dalle diverse lagune, e dal river che tutte le unisce, lo sguardo si allarga sul panorama delle vicine colline. Mentre il corpo immerso perde la gravità, la meraviglia dei colli nel volgere delle stagioni si rinnova, di giorno in giorno. Aquardens è un’esperienza sempre nuova, mai uguale.
Perché nell’oasi di Pescantina l’acqua disegna un ambiente che ha la trasparenza e la levità del soffio vitale. Non è un semplice luogo: è un mondo.