M9D4 Apartments, Oressence, Parigi Il progetto architettonico di Anne Démians è stato influenzato dalle sfide sul piano urbanistico, architettonico e paesaggistico della zona della ZAC Paris Rive Gauche, dalle limitazioni imposte dall’area inutilizzata del lotto (M9D4) e dagli obiettivi dichiarati nella pianificazione urbanistica speciale e nelle specifiche architettoniche elaborate da Bruno Fortier, architetto e urbanista, e l’ingegnere Jean Thierry Bloch. I 54 appartamenti sviluppati nell’edificio di Anne Démians fanno parte di uno schema spaziale semplice. La sfida non è stata quella di costruire un edificio isolato, ma di creare una comunità come estensione della città. M9D4 / Oressence, Paris
Programm: 55 new housing units and shops
Net plan area: 4885 mq S.H.O.N
Public-private joint venture: SEMAPA, Vinci Immobilier
Architecte: Anne DEMIANS
Project director: Martin MERCIER
Project manager: Arnaud HOUSSET
Team: Chloé DE QUILLACQ, Bertrand DELORME
Surveying engineers: Parica International
Structures engineers: EGIS
Utilities and electricity engineers: Parica International
Text: courtesy of Anne Démians
All images courtesy of Anne Démians
Rue Chevaleret, importante arteria che serve la Seine Rive Gauche, nel passato una via abbandonata, doveva essere armoniosamente incorporata nel vasto programma di sviluppo urbano di SEMAPA. Nel 1998, l’architetto e urbanista Bruno Fortier si è aggiudicato la gara per ripristinare il quartiere. La sua idea principale era quella di trarre ispirazione dalla Rue des Pyrénées, progettata nel 20° arrondissement di Parigi, tra il1860 e il 1920. Per raggiungere questo obiettivo, Bruno Fortier, anziché sviluppare un allineamento sulla strada come un tradizionale “domino,” ha lavorato su blocchi sfalsati, alcuni arretrati, altri su un livello più alto, con un approccio che dà forma alla strada. Inoltre per l’intera area era stato fissato come vincolo l’utilizzo di un materiale nobile – il mattone – con la possibilità di incorporare metalli. Quindici anni dopo, il risultato è soddisfacente in quanto rispetta l’approccio raccomandato da Bruno Fortier, un approccio che può essere visto nei nuovi edifici circostanti: la scuola Inalco di Yves Lion, i condomini di Jean-Claude Buffi, Brenac e Gonzalez, insieme con l’edificio di Anne Demians, rivestito interamente in metallo. La superficie esterna della facciata è ricoperta da lamiere in acciaio di grandi dimensioni, perforate con fori circolari di diametro variabile. L’architetto Anne Démians dice:”il metallo aveva bisogno di essere lavorato in modo domestico, ed è per questo che ho cercato di creare una sorta di cortina di rete, con perforazioni a misura d’uomo”.

Il piano inferiore, che è chiaramente separato da quelli superiori, è diviso su due livelli al fine di incorporare entrambi i piani d’ingresso del lotto in una singola unità seminterrata. Il suo basamento in pietra si fonde con i basamenti in pietra Buxy dei vari edifici di questo nuovo distretto. Questa progettazione spaziale riecheggia l’apertura dei piani superiori, offrendo un importante spazio di respiro a livello urbano. Il progetto sfrutta la particolare natura del cantiere a livelli sfalsati preservando un passaggio pedonale tra Rue Léo Frankel e Rue Jeanne Chauvin tramite un ingresso che percorre la larghezza dell’edificio. Questo passaggio, condiviso da tutti i residenti dell’edificio, si apre sui due atri principali da entrambi i lati e sulle aree comuni degli appartamenti (area di deposito per biciclette, passeggini e bidoni per la raccolta dei rifiuti). La configurazione preserva il duplice orientamento della natura del lotto e favorisce la permeabilità tra spazio pubblico e spazio privato. I negozi sono incorporati nel piano inferiore e il loro retro dà sulla linea ferroviaria (da e per Gare d’Austerlitz). La corte prolunga uno degli ingressi, che percorre la larghezza dell’edificio, con un giardino ornamentale – una sorta di chiostro, più accademico che monastico poiché è aperto su un lato, verso est. Questo giardino – invisibile da Rue Léo Frankel – è direttamente accessibile dal livello di Rue Jeanne Chauvin. Il giardino è concepito come una prominenza sulla superficie dello schema casuale delle finestre dell’appartamento. Il giardino presenta un’alternanza di forme minerali e vegetali e il suo design leggero accresce considerevolmente l’attrattiva degli appartamenti. Questo spazio esterno estende le facciate verticalmente verso l’alto, con il giardino pensile del tetto del terzo piano godibile dai residenti dei piani sovrastanti.

L’ambizione di Anne Démians era quella di andare oltre la semplice funzionalità degli spazi al fine di adattarsi alle mutevoli esigenze abitative, in linea con i nuovi stili di vita. L’interazione spaziale e aggregativa delle varie funzioni dell’appartamento è stata la chiave di questo progetto. Gli appartamenti del progetto M9D4 fanno fronte a questa esigenza con spazi abitativi generosamente ampi che possono essere organizzati in diversi modi. Questa flessibilità soddisfa le esigenze dei residenti che richiedono la possibilità di trasformazione all’interno delle loro case, grazie ad un arredamento che possa essere spostato in base alle esigenze e a dei layout facilmente modificabili. I locali di servizio sono progettati per prevedere la possibilità di variazioni spaziali al fine di estendere le loro definizioni funzionali. La cucina molto luminosa è progettata come dépendance del salotto, contribuendo alla socialità dell’appartamento. Anche il grado di chiusura di questa zona per la preparazione dei pasti può essere adattato, dal momento che essa è rivolta verso il locale principale ma anche verso la città, a seconda che le pareti divisorie scorrevoli della loggia siano aperte o chiuse. Su tutti i piani, i locali principali si affacciano quindi a sud e sud-ovest, mentre le camere da letto sono rivolte a nord e nord-est. Ogni appartamento beneficia altresì come minimo di una duplice esposizione e di uno spazio esterno aggiuntivo dal quale si può guardar fuori senza essere visti. I locali principali – soggiorno e cucina – hanno ampie finestre che estendono i loro spazi verso l’esterno grazie a viste panoramiche incantevoli, senza essere guardati dall’alto. Come dei mediatori tra l’interno e l’esterno, le logge fungono da intersezioni tra gli appartamenti privati e lo spazio pubblico. Questi spazi esterni sono avvolti in una rete di metallo traforata tra un piano e l’altro. I residenti possono scegliere quanto desiderano aprirsi verso l’esterno regolando i ripari scorrevoli. Le logge mettono a disposizione degli spazi godibili e sta quindi ad ogni famiglia decidere in che modo utilizzarli.