Ponte della pace, Tbilisi, Georgia Il progetto di architettura di Michele De Lucchi è diventato un’icona di Tbilisi: il Ponte della pace, un’opera in cui convivono antico e moderno e che testimonia le nuove aspirazioni della Georgia. Leggi l’intervista all’architetto Michele De Lucchi, pubblicata sulla rivista di architettura Tracce. nome: Ponte della pace
data inizio progetto: 2009
data fine realizzazione: 2010
luogo: Tbilisi (Georgia)
committente: Old City Rehabilitation and Development Fund

progetto: Michele De Lucchi
collaboratori prima fase di progetto: Alberto Bianchi, Giorgi Khmaladze
collaboratori seconda fase di progetto: Marcello Biffi
maquettes: Francesco Faccin, Giuseppe Filippini
progetto delle strutture: Favero & Milan Ingegneria (Maurizio Milan)
collaboratori al progetto delle strutture: Vincenzo Perrotta Orgnani, Andrea Gorghetto, Silvio Manfrinato, Federico Moro, Roberto Previti, Khatuna Bregadze
Progetto illuminotecnico: Focal (Philippe Martinaud); Concepteur du système d’éclairage (Marco De Boer)

dimensioni:
lunghezza della copertura: 115,60 m
larghezza della copertura in mezzeria:12 m
larghezza della copertura in corrispondenza dei supporti: 22 m
lunghezza della passerella: 160 m
passo nei punti di accesso 2,40 m
passo nel centro 4,80 m
larghezza delle scale: 1,50 m
lunghezza delle scale: 20 m

fotografo: Gia Chkhatarashvili
testo e immagini: per gentile concessione di Michele De Lucchi
copyright: archivio Michele De Lucchi
Un ponte è per definizione un’architettura simbolica, poiché luogo di coesione tra due punti, due circostanze sociali, due conformazioni territoriali, differenti e distanti, che tramite un monumento celebrano la loro unione. Questo ponte si trova sul fiume Mtkvari nella città di Tbilisi e connette il più antico quartiere di Bericoni con quello di Rikhe, oggetto di un recente piano di sistemazione di respiro internazionale.
Città dal controverso passato recente e dalle molteplici distanze culturali e etniche, la capitale della Georgia cerca l’affermazione della propria identità, associando l’audacia del suo sviluppo urbanistico e architettonico a emergenze visive caratterizzanti il paesaggio. Nel punto dove sorge il Ponte della Pace, il fiume divide il centro urbano creando una frattura tra il nucleo storico a Ovest e il parco a Est, da cui ha inizio la nuova Tbilisi. Monumento al dialogo tra presente e passato, il ponte è composto da una passerella pedonale e da una copertura con profilo sinusoidale che sembra sospesa: non ha infatti altri appoggi che quattro pilastri sulle rive del fiume. Valicando le due arterie stradali che corrono ai lati del Mtkvari, la passerella ha una doppia accessibilità: dalle due sponde a una certa quota dei crinali e dai lungofiumi tramite quattro scale.
La copertura, elemento di incontro tra architettura e ingegneria, appare come un’unica membrana risultante da una struttura di tubi di acciaio e da elementi in vetro di forma trapezoidale. La sua struttura a guscio, riconoscibile icona cittadina, è stabile per forma. Gli archi trasversali sono generati tutti dalla stessa parabola in un’ottica di standardizzazione ed economia di scala, mentre il profilo longitudinale, che identifica il ponte, è anche il risultato del più efficace bilanciamento delle forze.
Al centro del ponte si crea una “piazza” da cui i cittadini e i turisti possono godere di un punto di vista privilegiato su Tbilisi, un ideale luogo di incontro, intrattenimento e scambio culturale. Così dal Palazzo del Presidente, dalla Cattedrale o dai quartieri periferici che si estendono lungo la valle, il ponte è segno di riferimento e simbolo visivo per l’orientamento nella città.

L’opera architettonica è composta da una passerella pedonale e da una copertura con profilo sinusoidale all’apparenza sospesa. La sua posizione peculiare consente al Ponte della pace di fungere da catalizzatore visivo dell’eclettico panorama di monumenti ed elementi segnaletici: dalla turrita e arcigna fortezza di Narikala fino al più prosaico traliccio della Televisione che domina la collina di Mtasminda. La costruzione risulta ancora più suggestiva di notte, quando un apparato interattivo di 30.000 lampade Led e 240 sensori installato sulla copertura e sulle balaustre dal light designer francese Philippe Martinaud anima la struttura con sofisticate modulazioni luminose e la trasforma in una sorta di Tour Eiffel orizzontale coricata sull’acqua.