Toblerone House, São Paulo – Brasile Lo Studio brasiliano MK27 ha completato la “casa Toblerone” a ​​São Paulo, Brasile. Un progetto di architettura dell’architetto Marcio Kogan. La nostra rivista di architettura Tracce lo ha contattato per conoscere questo suo recente progetto. project: casa toblerone
location: são paulo – brazil
project: january 2008
completion: october 2011
site area: 1.453 m2
built area: 590 m2

architecture: studio mk27
architect: marcio kogan
co-architect: diana radomysler
interior design: diana radomysler
custom made furniture design: carolina castroviejo
team: eduardo chalabi, eduardo glycerio, eduardo gurian, elisa friedmann, gabriel kogan, lair reis, luciana antunes, marcio tanaka, maria cristina motta, mariana simas, renata furlanetto, samanta cafardo, suzana glogowski
project architects: oswaldo pessano, fernando falcon

contractor: lock engenharia, eng. marcello pessoa, eng eduardo menezes, arq. gustavo berard
structure engineer: eng. gilberto pinto rodrigues

photographer: courtesy of nelson kon
Text: courtesy of studio mk27
All images courtesy of studio mk27
Il concetto di base della Casa Toblerone può essere descritto come un’immagine unica: un primo piano aperto con grandi porte scorrevoli in vetro che sostengono una scatola di legno, delimitata da travi in ​​cemento. Il primo piano ospita le parti comuni, con soggiorno, servizi e cucina. Al secondo piano si trovano le tre camere da letto, il soggiorno e un home theater.
La semplicità concettuale e programmatica della casa si unisce ad una semplicità strutturale: una griglia di 14 colonne, organizzata in due file, a sostenere la costruzione. Tutte le colonne sono state concepite con un formato arrotondato. Quando gli infissi del primo piano sono aperti, il salotto diventa un piano libero, totalmente aperto ai giardini. Il concetto architettonico, semplice, ricorda il sistema Domino di Le Corbusier, un tipo di espressione della struttura libera.

Tre piani in calcestruzzo orizzontali, posati a sandwich, tra due spazi contrastanti.
Al piano superiore la “casa su pilastri”, una scatola di legno all’interno del perimetro del tetto, avvolto in schermi a scomparsa di sottili listelli di legno, che fungono da scenario e ombreggiano durante il giorno; mentre sono illuminati di notte per aiutare le attività interne ed i percorsi. Il livello inferiore è costituito da due file di 14 colonne di acciaio, sottili e collocate longitudinalmente per non ostacolare lo spazio e il passaggio verso l’esterno attraverso le pareti di vetro.
Gli spazi di vita sono organizzati all’interno di questo piano trasparente, circondato dal giardino esterno. Il salotto si estende oltre il vitreo involucro fino alla veranda esterna e al patio, con camino sospeso e un’apertura circolare nel soffitto che abbraccia due alberi.

La conformazione del terreno ha consentito un impianto longitudinale della casa con permeabilità spaziale tra le due aree estreme. La semplicità architettonica apparente si rivela in spazi complessi. La veranda, che si estende dal soggiorno, diventa uno spazio living centrale, con un camino esterno. Lo spazio ufficio, integrato al soggiorno, è delimitato da un chiosco, libero da ogni altro elemento, ed è collegato con il patio posteriore. Al secondo piano, la camera padronale e il bagno, aperto sulla veranda, si affacciano sulle cime degli alberi. Il legno stabilisce un dialogo con l’altra materia prima, il calcestruzzo, e viene utilizzato come riparo dal sole per le camere da letto. Ogni pezzo di questo frangisole ha una forma triangolare ed è stato fissato a pannelli pieghevoli, in modo da essere tenuti aperti in varie angolazioni, secondo le esigenze dei proprietari. Al piano terra, la ventilazione trasversale consente un ottimo comfort ambientale.