Dati di Progetto
Dati di Progetto:
Committente: Davide Campari Milano S.p.A.;
Luogo: Novi ligure (Al);
Destinazione d’uso: Stabilimento di produzione e magazzino prodotti finiti;
Progetto architettonico ed esecutivo: Moretti Contract;
Progetto e realizzazione struttura in legno lamellare: Moretti Interholz;
Progetto e realizzazione struttura prefabbricata in CA: Moretti Prefabbricati;
Dati tecnici:
Superficie fondiaria: m2 205.955;
Superficie stabilimenti 1° fase: m2 39.973;
Superficie stabilimenti 2° fase: m2 13.000;
Utilities: m2 2.054;
Deposito Alcool: m2 256;
Uffici: m2 2.264;
Tempo di realizzazione: 30 mesi;
Engineering Moretti: dalla progettazione alla realizzazione chiavi in mano
La competenza specialistica nella progettazione di strutture dedicate al settore industriale ed al contempo l’esperienza maturata nel settore vitivinicolo, sono state le principali motivazioni alla base della scelta da parte del management Campari di affiancarsi, per la realizzazione del nuovo stabilimento di Novi Ligure, al team Moretti Contract.
Lo sviluppo della sinergia è maturato nel conferimento dell’incarico a Moretti Contract per la realizzazione “chiavi in mano” della struttura. Il team di lavoro dell’ Engineering Moretti ha sviluppato, sulla base del lay-out produttivo definito dalla Enoconsult, il proprio progetto. Per definirne le caratteristiche architettoniche e le specificità e’ stato costituito un apposito team di lavoro, coordinato dalla Direzione gestione immobili Campari e rappresentato, per quanto riguarda la progettazione generale dall’engineering Moretti Contract, per la definizione del layout degli impianti enologici dall’Enoconsult e per quanto riguarda la parte impiantistica dalla direzione tecnica della Campari e dalla Ferrario engineering.
Questo metodo, fondato sullo stretto coordinamento tra gli attori dell’intervento, ha dettato anche i ritmi dei mesi successivi, in pieno accordo con la programmazione dei tempi di esecuzione dei lavori.
Un edificio dalla forte personalità e dalle caratteristiche d’avanguardia
Realizzare, attraverso la costruzione di uno dei più grandi stabilimenti del settore a livello europeo, una sede per le molteplici attività produttive del Gruppo Campari.
Un complesso produttivo dove possano trovare spazio le produzioni di spumanti e vermouth. Questo l’obiettivo che ha portato i vertici della Campari a individuare nell’ampia area di Novi Ligure la sede per il nuovo modernissimo complesso produttivo, che si estende su un’area di 200.000 metri quadri, e che accoglie 130 dipendenti dislocati su otto linee di imbottigliamento, per una capacità complessiva di 160 milioni di bottiglie l’anno. A indirizzare la scelta su Novi Ligure in primo luogo la necessità di localizzare gli impianti produttivi per l’imbottigliamento dell’Asti Cinzano DOCG all’interno dei territori previsti dal disciplinare, che sono le provincie di Cuneo, Asti o Alessandria. Ma anche la disponibilità di un’area così estesa, l’accoglienza dell’Amministrazione comunale verso un investimento prestigioso, capace di creare occupazione, e la favorevole posizione geografica posta sulle principali vie di comunicazione del Nord Italia.
L’organizzazione degli spazi
La estrema razionalità, frutto di un attento studio dei percorsi e dei flussi delle merci e delle persone fra i diversi reparti, è l’elemento che, forse più di ogni altro, connota le scelte progettuali in tema di organizzazione degli spazi nello stabilimento Campari.
Lo stabilimento, che occupa una superficie di 39.937 m quadrati, è composto da un grande blocco monolitico, suddiviso in due porzioni, che si sviluppano entrambe su una lunghezza di 200 m, separate da un “tunnel tecnologico” largo 10 m e disposto su due livelli, che ospita al piano terra laboratori, servizi e magazzini, mentre al piano superiore sono posizionati i condotti degli impianti tecnologici.
Rispetto a questo asse centrale, che costituisce la colonna vertebrale dello stabilimento, avviene la distribuzione degli spazi secondo la sequenza del flusso del processo produttivo. Sul lato destro, procedendo da sud, sono collocate le cantine per la produzione dei vini, quelle per i vermouth e quelle per i liquori. Sul lato sinistro, invece, sempre nella medesima successione, incontriamo il magazzino per i vuoti, i reparti di imbottigliamento con otto linee produttive e il magazzino dei pieni.
Lo stabilimento si collega a sud, mediante una tettoia in legno lamellare sopra la quale passano in un pipe-rack i condotti degli impianti, con la palazzina tecnologica. In questa costruzione, che si sviluppa su un’area di 2.254 m quadrati, sono poste la centrale idrica per il trattamento delle acque, la vasca per l’impianto antincendio, la centrale elettrica, la centrale aria compressa, la centrale termica, la centrale frigorifera e le officine per la manutenzione.
Separato dall’edificio centrale è anche il deposito per gli alcool, posto sul lato delle cantine per i liquori. L’ingresso del complesso Campari si caratterizza infine per i due corpi delle palazzine uffici, a tre piani, collegate tra loro da una struttura a ponte, vero e proprio accesso allo stabilimento.
L’elemento caratterizzante dell’intervento
La razionalità dell’intervento si legge anche attraverso la scelta del modulo strutturale prefabbricato che caratterizza l’intero complesso: la copertura a doppia pendenza. Si tratta di un modulo che, opportunamente rivisitato, si rivela in grado di abbinare numerosi vantaggi funzionali ed economici, particolarmente importanti in considerazione sia dell’estesa superficie dell’intervento, sia delle sue caratteristiche d’utilizzo.
In particolare sono state utilizzate travi da 30 m con interasse da 10 per i reparti dedicati ai magazzini e all’imbottigliamento, e travi da 24 m per le cantine: tutte dotate, naturalmente, delle opportune forometrie per il passaggio degli impianti. Il tunnel tecnologico ha invece solai da 10 m appoggiati su due file di pareti portanti prefabbricate.
Una scelta qualificante è stata quella di eliminare i pluviali all’interno dell’edificio, portando l’acqua nella zona perimetrale del fabbricato. Per questo sono stati utilizzati canali di gronda e di conversa di opportuna dimensione e grossi pluviali, nascosti all’interno del disegno delle facciate. Ciò ha significato, per altro, la possibilità di non avere interferenze tra la rete idrica di scarico dei pluviali e la complessa rete di acque di processo.
Per la copertura dell’edificio sono state usate lamiere Aluzinc, in grado di garantire affidabilità nel tempo. Una serie di lucernari a raso garantiscono un’illuminazione uniforme, mentre per l’aerazione sono stati posti sul colmo delle travi a doppia pendenza speciali cupolini con un doppio serramento verticale apribile.
Le principali scelte architettoniche
Anche sotto il profilo architettonico il nuovo stabilimento Campari di Novi Ligure si segnala per la sua razionalità, data in questo caso dal ritmo del movimento delle facciate, caratterizzato dal riproporsi di un disegno “a portale”, dimensionato sulla base del modulo di progettazione e rifinito in graniglia di marmo zandobbio lavato.
Questi portali si collocano in aggetto sulla superficie delle pareti sfondate in colore “blu Campari”, ora in cemento disegnato a quadrotti, ora interessata dalla presenza di portoni sezionali motorizzati, segnati da pensiline sporgenti e collegati da elementi traslucidi. Identiche scelte architettoniche e cromatiche si leggono anche nelle palazzine uffici, che si elevano per due piani fuori terra e un seminterrato e, all’interno, presentano solai su tutta la larghezza senza pilastri intermedi.
Tecnologie e materiali
Una caratteristica dello stabilimento Campari è rappresentata dall’utilizzo di pareti tagliafuoco (REI 120’) per separare tra loro le cantine. Anche la suddivisione fra l’area cantine, il tunnel tecnologico e l’area magazzino/ imbottigliamento è stata realizzata impiegando una pannellatura tagliafuoco (REI 120’), che corre longitudinalmente per tutta la lunghezza dell’edificio (200 m), che porta i 2 solai divisori e pedonabili del tunnel tecnologico.
Per la copertura dell’edificio si è cantine per i vermouth e liquori, dotate di soppalco, si è impiegato un tegolo Dalla, in considerazione della maggior resistenza al fuoco richiesta.
Particolare cura è stata necessaria nella progettazione e realizzazione dei pavimenti del corpo cantine. Per poter distribuire sul terreno il grande carico dovuto alla presenza dei grandi serbatoi, è stato effettuato uno studio del terreno con prove meccaniche sul posto per capire i cedimenti. Quindi è stata realizzata una platea a tutto campo che incorporasse anche i plinti di fondazione. Sulla platea è stato posato poi uno speciale pavimento in klinker con elevate caratteristiche meccaniche, fugato e sigillato con resine epossidiche.
La ricerca della razionalità e della funzionalità
La sfida rappresentata dal complesso industriale Campari di Novi Ligure risiede nella ricerca, in ogni elemento così come nell’insieme dell’intervento, della razionalità, senza per questo rinunciare ad un disegno architettonico capace di trasmettere personalità.
Dalla progettazione del lay-out dello stabilimento alla scelta del tipo di copertura, dall’utilizzo delle grandi luci nelle campate allo studio delle pannellature di rivestimento: tutto risponde all’obiettivo di saper unire affidabilità e funzionalità a un gusto sobrio e moderno al tempo stesso.
La struttura a “Doppia Falda”, collaudata nel tempo e capace di assicurare affidabilità strutturale, è stata così interpretata ed adattata alle specifiche esigenze richieste da una così vasta superficie. Il tutto con un’attenzione ai costi e al rispetto dei tempi, particolarmente ridotti, per la sua realizzazione.






