Dati di Progetto
Dati di progetto:
Committente: Giomarelli Anterivo S.r.l.;
Luogo: Magliano (Gr);
Destinazione d’uso: cantina vinicola;
Progetto e realizzazione struttura in legno lamellare: Moretti Interholz in collaborazione con Andrea Casellato;
Dati tecnici:
Superficie coperta: 3500 m2;
Carichi strutturali: 580 daN/m2;
Carichi permanenti portati: 450 daN/m2;
Carichi Qsk Neve: 100 daN/m2;
Tempo di montaggio: 60 gg;
Colore legno lamellare: Pino;
In breve
Legno, acciaio e calcestruzzo al servizio dell’ “Ammiraglia”, la nuova cantina dei Marchesi Frescobaldi.
Un esempio di copertura “verde” perfettamente integrata tra le colline della Maremma
Descrizione generale dell’intervento
La nuova cantina dei Marchesi de’ Frescobaldi è un interessante esempio della ricerca architettonica contemporanea applicata alla cultura e allo sviluppo dell’imprenditorialità nel settore enologico.
Particolarmente significativo è rilevare l’armonia fra edificio ed ambiente naturale circostante, così come l’utilizzo di soluzioni di edilizia industrializzata poste al servizio sia dell’estetica, sia della funzionalità della cantina.
Il complesso, recentemente completato, si trova a Scansano, zona della Maremma toscana nota per i suoi “Morellini” d’annata, ed è frutto delle ben note capacità progettuali di Sartogo Architetti Associati.
La struttura ha un design minimalista le cui linee obbediscono a precisi criteri di stile e di eco-compatibilità.
La cantina risponde alle esigenze della tenuta Santa Maria, 150 ettari di vigneto con una produzione media annua di 10.000 quintali.
Oltre alle sale per la lavorazione delle uve, vinificazione e invecchiamento, la nuova costruzione prevede un centro accoglienza visitatori, spazi per convegni, wine tasting, ristorazione, wine shop, uffici e foresteria.
Nel progetto architettonico è come se un lembo di terra sia stato sollevato per aprire una sottile fessura nel declivio naturale del terreno.
La composizione si sviluppa secondo le geometrie di due principi ordinatori: quello curvilineo, dettato dall’andamento del terreno e delle curve di livello, e quello radiale, che fa riferimento ad un unico centro geometrico.
Il solaio collaborante in legno a sostegno della copertura verde
L’architettura che ne deriva si integra al massimo con il contesto naturale.
Quando l’osservatore si avvicina alla collina da lontano percorrendo il terreno a valle, nota infatti solo un profilo curvilineo, che appare naturale continuazione del territorio anche grazie al manto finale di copertura sulla quale sono state fatte crescere essenze vegetali tipiche della zona.
Per supportare i carichi conseguenti, le travi in legno sono state rese collaboranti ad una cappa di calcestruzzo di 8 cm tramite connettori metallici.
In questo modo si è anche riusciti a contenere al massimo lo spessore di questo orizzontamento sul quale, dopo aver steso una guaina bituminosa impermeabile e aver realizzato un solaio in muricci e tavelloni, è stato steso un manto di 10cm di argilla e 20cm di terra necessari alla crescita della vegetazione.
Il colonnato in acciaio
Giunto finalmente in prossimità della cantina, l’osservatore realizza che l’acciaio riveste un ruolo di pari importanza al legno.
E’ stato realizzato infatti in Fe510 sia il telaio di travi HE600A di sostegno dei travetti collaboranti in legno, sia il fitto colonnato di pilastri Φ406 su cui insistono gli HEA mediante una piastra di collegamento libera di ruotare per permettere l’allineamento delle superfici di contatto.
Per adottare colonne così snelle in presenza di carichi di copertura tanto elevati è stato infatti fondamentale governare in modo corretto la trasmissione delle forze tra i vari elementi.
La sfida delle gronde in zinco titanio
L’effetto di assoluta integrazione col paesaggio circostante e la conseguente necessità di limitare gli ingombri degli elementi portanti ha richiesto l’adozione di tecniche ingegneristiche non convenzionali anche nella realizzazione di alcuni dettagli come le affascinanti gronde in legno rivestite di lamiera in zinco titanio.
I travetti in legno che proseguono a sbalzo oltre il perimetro del colonnato sono infatti sempre disposti in luce al telaio in acciaio e per questo interrotti.
La continuità statica è stata realizzata tramite barre ad aderenza migliorata Fe44k ancorate alla materia lignea tramite resine epossidiche e passanti in appositi fori attraverso l’anima di acciaio degli HEA.
I travetti sono stati poi rivestiti con del tavolato di abete che ha poi realizzato il piano di supporto per la stesura del rivestimento finale in zinco-titanio.






