Moretti Interholz

Case Studies  /  Complesso 'Futura'

Dati di Progetto

Dati di progetto:

Committente: Campana Costruzioni;

Luogo: Brescia;

Destinazione d’uso: Direzionale – Commerciale – Residenziale;

Superficie coperta: 16000 m2;

Progetto e realizzazione struttura in legno lamellare: Moretti Interholz;

Progetto e realizzazione struttura prefabbricata in CA: Moretti Prefabbricati;

Dati tecnici del solaio:

Carichi strutturali: 215 daN/m2;

Carichi permanenti portati: 280 daN/m2;

Carichi accidentali: 200 daN/m2;

Tempo di montaggio carpenterie metalliche: 54gg;

Tempo di montaggio solai in legno: 60gg;

Resistenza al fuoco: 60’;

Colore legno: Naturale;

In breve

Per fornire orizzontamenti leggeri a queste due Torri a Nord di Brescia, la scelta del sistema costruttivo ha privilegiato i solai in legno SCM, collaboranti con cappa in calcestruzzo, qui ripensati in una modalità preassemblata per favorirne un montaggio rapido ed in totale sicurezza.

Legno, acciaio, prefabbricato in C.A , ciascuno valorizzato in specifici ambiti di impiego,  concorrono a realizzare un nuovo esempio di edilizia interamente industrializzata.

Due Torri nello skyline

Il complesso, organizzato su circa 16.000 m2 si colloca alla fine della Val Trompia, in una zona che sta assumendo una sempre maggiore centralità dal punto di vista commerciale, residenziale e logistico, con implicazioni socio-territoriali che superano l’ambito urbano.

Nell’intervento spiccano le due torri che vanno a segnare lo skyline della zona Nord della città di Brescia trasmettendo agli osservatori un messaggio di modernità.

Coi suoi 60 metri fuori terra, la Torre A si impone all’attenzione per la sua sagoma articolata,  ingentilita da giardini pensili e terrazzature a verde, ammorbidita  da un disegno architettonico dove ogni spigolo è stato smussato .

Accanto, la Torre B, un po’ più bassa  e dalla forma più compatta, ripropone tutti i principi statici ed estetici della torre A.

Tre materiali al servizio di un unico progetto

Le soluzioni strutturali, interamente gestite dal Gruppo Moretti, prevedono un esteso basamento, comune alle due torri, realizzato in C.A prefabbricato, corrispondente ai primi piani del complesso e ai parcheggi.

Da esso emergono i due imponenti nuclei-scala  in C.A,  intorno a ciascuno dei quali si sviluppano i piani delle due torri, 14 per la Torre A, 8 per la B.

Ogni piano prevede un anello di profili in acciaio, che ne definisce il contorno, e alcune travi rompitratta  trasversali che gravano, oltre che sul già citato nucleo in C.A, su un sistema di pilastri sempre in acciaio disposti però in posizione arretrata rispetto al perimetro dell’anello in modo da ottenere degli orizzontamenti a sbalzo.

Infine ogni piano è completato dal solaio in legno SCM, appoggiato direttamente sulla flangia inferiore dei profili in acciaio e irrigidito da una cappa di calcestruzzo collaborante di 6,5 cm che contribuisce a realizzare il piano rigido necessario a trasferire al sopradetto nucleo in C.A tutte le sollecitazioni orizzontali.

Con soli 215 kg/mq, la metà di un solaio tradizionale, il solaio SCM si rivela una  scelta particolarmente azzeccata a contenere le sollecitazioni sul telaio di acciaio.

Sopra di esso vengono poi  disposti i materiali isolanti e la caldana per gli impianti e realizzati i tamponamenti perimetrali e le tramezzature interne.

Il solaio collaborante preassemblato

Questa volta, il solaio collaborante è stato ulteriormente interpretato da Interholz in una soluzione che velocizzasse il più possibile la posa limitando pertanto la presenza in cantiere delle squadre di montaggio.

I travetti invece di essere posati uno ad uno in cantiere, sono stati collegati mediante il compensato che in seguito avrebbe fatto da cassero al getto integrativo, in unità precostituite in stabilimento  secondo uno schema studiato in fase progettuale.

I pannelli cosi’ ottenuti, di lunghezza variabile  fino ad un massimo di 10 metri, sono poi stati  portati in cantiere man mano che erano necessari a chiudere le luci tra gli elementi in acciaio.

L’elevazione delle torri è avvenuta un piano alla volta.

Realizzato il telaio metallico di piano, vi venivano posati i pannelli che già andavano a tamponare la maggior parte della superficie.

Le opere di completamento in prossimità del contorno irregolare o tra un pannello e l’altro richiedevano  un intervento minimo delle maestranze in opera.

Quindi veniva realizzato il getto integrativo maturato il quale si disponeva di un piano strutturale da cui ripartire per il montaggio del telaio metallico del piano successivo.

Man mano che alcune squadre lavoravano in cima per aggiungere nuovi piani alla torre, altre potevano procedere con la realizzazione delle pavimentazioni e delle tramezzature nei piani inferiori.

La capacità espressa da Moretti Interholz di coordinare più squadre e più lavorazioni in contemporanea è stata essenziale per il successo di questo intervento