Dati di Progetto
Dati di progetto:
Committente: Comune di Parma;
Luogo: Parma;
Destinazione d’uso: struttura sportiva;
Progetto e realizzazione struttura in legno lamellare: Moretti Interholz in collaborazione con Massimo Del Fedele;
Dati tecnici:
Superficie coperta: 3350 m2;
Carichi strutturali: 50 daN/m2;
Carichi permanenti portati: 45 daN/m2;
Carichi Qsk Neve: 160 daN/m2;
Tempo di montaggio: 45gg;
Colore legno lamellare: Naturale;
In breve
La necessità di non interferire con le zone perimetrali ha imposto di coprire questa pista di atletica nel senso della maggior luce.
La flessibilità produttiva del legno lamellare e la sua capacità adattarsi agli schemi statici più convenienti hanno permesso di superare tutti i problemi statici derivanti da questa scelta.
Una struttura spingente
Nell’architettura sportiva il legno lamellare abbina il risultato estetico con la possibilità di coprire grandi e grandissime luci.
E’ esattamente il caso della copertura realizzata da Moretti Interholz per questa realtà sportiva, caratterizzata da una scelta tanto originale quanto interessante: la copertura ha infatti la caratteristica di avere l’orditura nel senso della lunghezza del campo sportivo, contrariamente ai consueti sviluppi ad orditura trasversale.
Sono stati pertanto realizzati 5 imponenti archi in legno lamellare con luce libera di ben 84 metri, una delle più ampie mai realizzate con questa tipologia.
Ciascun arco, di sezione 22x220 è composto in due pezzi connessi in opera tramite cerniera al colmo per evitare fenomeni di svergolamento di elementi in legno tanto snelli , sono stati predisposti pendini in acciaio che irrigidiscono il lembo inferiore e lo collegano al piano di falda nel quale, tramite croci in acciaio di S.Andrea, sono state realizzate reticolari di controventamento.
Gli archi, che impressionano l’osservatore per la forma estremamente ribassata, spingono su quinte in C.A realizzate in opera, a loro volta collegate ad una platea di fondazione in cemento armato di dimensioni pari a 7x35x1.6 metri di profondità.
A causa del forte ribassamento degli archi principali, ben oltre il limite per il quale risultava ammissibile un calcolo statico del primo ordine, le strutture sono state verificate con un metodo che ha compreso anche il secondo ordine, tramite l’impiego di un programma di calcolo specifico.
Le soluzioni adottate per il montaggio
La produzione in stabilimento, il trasporto in cantiere e la movimentazione in fase di montaggio di elementi di un simile sviluppo sono state sfide impegnative almeno quanto quella dal calcolo statico.
Gli archi sono stati posti in opera collegandoli dapprima alle cerniere al piede ed appoggiandoli a terra in corrispondenza della cerniera di colmo. Successivamente, tramite due autogru di notevole portata, sono stati sollevati entrambi i semiarchi fino a far combaciare i 2 lati della cerniera di colmo e successivamente bloccati in posizione tramite elementi metallici sulla stessa.






