Contrariamente all’uso tradizionale che lo relega nell’ambito delle coperture, il legno lamellare può essere la migliore soluzione anche in quelle situazioni in cui è necessario utilizzare sistemi costruttivi adatti a sopportare carichi elevati. Il suo impiego si sta diffondendo anche in quei casi in cui il carico principale è quello permanente di solai, tramezze ed impianti, o quello accidentale di folla in ambienti residenziali, commerciali e comunque destinati all’accoglienza.
Le sue resistenze sono infatti simili a quelle del calcestruzzo con il duplice vantaggio delle leggerezza e della resistenza a trazione. Il loro utilizzo è però condizionato da fattori che sono specifici per questo materiale e che lo differenziano rispetto a tutti gli altri.
Ad esempio, differentemente dal cemento armato e dall’acciaio in cui la variazione di temperatura può causare alterazioni importanti delle caratteristiche fisico-meccaniche del materiale, per il legno lamellare i gradienti di temperatura possono essere trascurati.
Diversa attenzione va invece prestata alle condizioni di umidità dell'ambiente in cui l'elemento strutturale in legno si trova ad operare. All'aumentare del suo contenuto d'acqua il legno lamellare vede infatti diminuire in modo non trascurabile le proprie caratteristiche di resistenza e di rigidezza.
Un'altra peculiarità che lo distingue rispetto a qualsiasi altro materiale strutturale è il fatto che la sua resistenza alle sollecitazioni non sia definita in modo univoco ma dipenda dalla classe di durata del carico.
Fino a poco tempo fa i progettisti, mancando di uno strumento normativo italiano e specifico sul legno, tenevano conto di queste sue caratteristiche in modo approssimativo, o tuttalpiù riferendosi alla normativa di paesi stranieri, rischiando talvolta di trascurare importanti fenomeni fisici. Poteva pertanto accadere di vedere strutture con travi e travetti “imbarcati” o che presentavano diffusi quadri fessurativi. Da qui ne derivava una certa prudenza nell’uso del legno in strutture portanti principali, proprio per la scarsa conoscenza di questo materiale.
Le nuove norme tecniche per le costruzioni, integrate dalle Istruzioni CNR DT 206 e dall'Eurocodice 5, rappresentano oggi uno strumento normativo valido per una corretta progettazione del legno lamellare secondo criteri scientifici, riassumendo da un lato l’esperienza europea in questo campo e dall’altro introducendo alcune specificità proprie dell’esperienza del mondo costruttivo italiano (ad esempio un maggiore rigore dei coefficienti di sicurezza)
Moretti Interholz integra l’approfondita conoscenza di queste normative, con una costante e continuativa ricerca e collaborazione con il mondo universitario, allo scopo di garantire oltremodo le prestazioni di questo materiale, attraverso lo studio di specifici modelli analitici supportati da altrettante sperimentazioni in condizioni particolari d’impiego. Questi approfondimenti scientifici hanno portato in seno alla Moretti Interholz particolari competenze tecniche che oltre a contribuire all’evoluzione delle conoscenze della materia, consentono di utilizzare il legno lamellare quale soluzione ingegneristica in contesti che contrariamente potrebbero risultare critici.





