Il solaio collaborante in legno e calcestruzzo risolve con strumenti moderni i limiti del solaio esclusivamente ligneo utilizzato in passato, il quale era particolarmente inadatto a resistere a carichi di tipo permanente e manifestava deformazioni marcate tendenti a peggiorare nel tempo.
Il solaio collaborante prevede la realizzazione sui travetti in legno di un getto integrativo in calcestruzzo, reso collaborate coi travetti stessi mediante connettori metallici.
Infatti il sistema, così configurato, valorizza le qualità di entrambi i materiali: da un lato la peculiarità di resistere a forze di trazione proprie del legno, il quale rappresenta anche una finitura a vista di pregio, e dall’altra la buona resistenza a compressione del calcestruzzo che conferisce la rigidezza adatta ai carichi di progetto.
Rispetto al solaio tradizionale in legno, quello collaborante rappresenta un piano adeguatamente rigido a garantire il comportamento scatolare delle strutture in muratura e a trasmettere nelle strutture intelaiate ai setti e ai pilastri in c.a. le sollecitazioni orizzontali. Ciò lo rende particolarmente idoneo a soddisfare i requisiti sismici richiesti dalla nuova normativa.
In letteratura sono documentati differenti metodi di connessione tra la struttura in legno e la cappa collaborante in calcestruzzo, che spesso a causa della non perfetta conoscenza delle cedevolezza della connessione e dei fenomeni viscosi che intervengono nel medio periodo, ha come conseguenza che sul mercato vengano proposti e realizzati solai con prestazioni inferiori rispetto a quelle attese.
Il solaio collaborante SCM della Moretti Interholz, si basa sull’uso di connettori a piolo inseriti a secco attraverso assito passante. Moretti Interholz lo ha sviluppato attraverso una ricerca condotta in collaborazione con l’Università degli studi di Brescia e lo ha sperimentato direttamente in laboratorio e sul campo per tararne i parametri che ne descrivono il comportamento, al fine di trarne un modello analitico adeguato a garantirne le prestazioni dichiarate.
L’utilizzo di travi in legno lamellare consente di realizzare un solaio che supera i limiti dimensionali delle travi in legno massiccio e non soggetto al rischio di future fessurazioni. L’impiego dell’assito passante, in alternativa a quello interrotto, permette una posa in sicurezza e protegge il legno dalle possibili sbavature di calcestruzzo che si avrebbero in fase di getto. L’uso di connettori a secco riduce al minimo i tempi di esecuzione in cantiere e consente di procedere immediatamente con il getto collaborante in calcestruzzo.
Moretti Interholz è in grado di realizzare solai di grandi luci, gestire carichi impegnativi come quelli derivanti dalla presenza di giardini pensili o dalla carrabilità, il tutto mantenendo spessori o ingombri di solaio ridotti e compatibili con la vivibilità degli ambienti.
Rimane al cliente la libertà di scelta della geometria più adeguata a valorizzare i connotati estetici e funzionali del suo progetto.






